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Istituzioni
Il CRF gioca un ruolo fondamentale come maggiore centro di ricerca privato italiano nel promuovere progetti ed iniziative che portano vantaggio allo sviluppo tecnologico ed industriale del territorio e che favoriscono l’emergere di nuove soluzioni e servizi per la mobilità. In questo senso, il CRF interagisce con diversi Ministeri – dal Ministero dell’Università e della Ricerca al Ministero dello Sviluppo Economico ed al Ministero dell’Innovazione, dal Ministero dei Trasporti a quello dell’Ambiente – e con moltissime Istituzioni Regionali su tutto il territorio nazionale. Il Centro Ricerche Fiat è naturalmente presente anche all’interno della rete di Confindustria e collabora attivamente con numerosi altri attori di carattere istituzionale, come Fondazioni Bancarie, istituzioni camerali, agenzie di sviluppo.
Università e Centri di Ricerca
Fare ricerca industriale in un settore come l’automotive significa coprire uno spettro amplissimo di competenze disciplinari e tecnologiche. Per rispondere alla vastità ed alla complessità delle competenze che sono richieste dai temi che affrontiamo, da molti anni ormai il CRF ha stabilito una vasta e consolidata rete di collaborazioni con numerosi altri centri di ricerca in tutto il mondo. Per quanto riguarda il nostro paese, collaboriamo con svariate università e politecnici, con altri centri di ricerca attivi sul territorio nazionale (consorzi interuniversitari, parchi scientifici e distretti tecnologici, consorzi di ricerca), con il CNR e con l’ENEA.


Imprese
Fare ricerca applicata nel settore automotive significa lavorare in una complessa rete di relazioni e collaborare con molte imprese attive anche in altri settori industriali per due ordini di motivi. In primo luogo perché il veicolo è composto da migliaia di componenti e la sua realizzazione coinvolge una vastissima rete di fornitori di sistemi, sottosistemi e componenti. In secondo luogo perché l’automotive è tradizionalmente un settore di transizione tecnologica: molte tecnologie e soluzioni innovative originariamente sviluppate in settori industriali ad alto costo e bassi volumi (spaziale, militare, aeronautica…) transitano verso l’automotive dove trovano applicazioni più affidabili su alti volumi e di costo minore, prima di transitare successivamente verso settori meno technologically-oriented.
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