| La ricerca Europea è organizzata in Programmi Quadro (PQ) di durata pluriennale con cui la Commissione Europea stabilisce i temi prioritari e i relativi finanziamenti.
CRF ha una lunga tradizione di partecipazione a tali attività, a partire dagli anni ottanta, quando ha iniziato a prendere parte, in qualità di coordinatore o piu’ semplicemente di partner, a progetti di ricerca precompetitiva realizzati in collaborazione con altri soggetti dal mondo industriale, della ricerca e dell’accademia.
Durante il 2008 sono stati approvati 33 progetti, per un totale di 55 dall'inizio del Settimo Programma Quadro.
Il CRF continua quindi a dimostrare la propria leadership nelle attività cofinanziate dall’Unione Europea avendo raggiunto 542 progetti totali dal 1989 ad oggi.
Osservando gli argomenti dei progetti, emerge una chiara propensione del CRF a partecipare in un insieme specifico e limitato di aree tematiche.
La prima è l’area “Transport”, verso la quale è stato indirizzato il 29% dei progetti, riguardanti la sicurezza del veicolo e la riduzione dell’impatto ambientale, il miglioramento della mobilità, i sistemi di comunicazione veicolo-veicolo e veicolo-infrastruttura. Il tasso di successo di quest’area è decisamente elevato, oltre il 35%, dato che conferma l’eccellenza del CRF nella partecipazione e gestione di attività internazionali.
Segue l’ “Information and Communication Technologies” che ha riguardato il 27% delle proposte, in particolare relative alla telematica e sensoristica.
“Nanosciences, Nanotecnologies, Materials and New Production Technologies”, dedicata alla ricerca su materiali e processi innovativi, è oggetto del 25% delle proposte presentate.
Generalmente si partecipa a progetti di scala medio-piccola, il cui budget totale per l’intero consorzio è di circa 5 M€, anche se non mancano grandi progetti, i cosiddetti Large Scale Collaborative Projects, molto ambiziosi in termini di budget e piano di lavoro.
Il successo del CRF in ambito europeo è riconducibile all’attenzione da sempre assegnata a questo tipo di attività. Di recente tale atteggiamento si è concretizzato in una partecipazione attiva e strutturata alle Piattaforme Tecnologie Europee (TP) collegate all’ambito automotive. Le TP, nate sul finire del Sesto Programma Quadro, rispondono alla necessità di un approccio sistematico per raggiungere gli obiettivi di Lisbona del 3% di investimenti in ricerca.
Con l’obiettivo di promuovere un approccio alla Ricerca basato su una collaborazione tra pubblico e privato, esse permettono un confronto coordinato tra l’industria, l’accademia, associazioni dal lato degli utilizzatori e la Commissione stessa (in qualità di osservatore), con lo scopo di definire per singole aree tematiche una strategia di ricerca comune a lungo termine e quindi di allineare le necessità del settore privato con i contributi dell’Accademia e con le necessità dell’Unione. In concreto l’attività delle TP consiste nel definire una “vision” condivisa dagli stakeholders, nella forma di una Strategic Research Agenda (SRA), aggiornata in genere una volta l’anno in relazione all’evoluzione scientifica. Nel 2005, si parlava di sole dieci TP in tre macroaree: trasporti, tecnologie abilitanti e ICT. Oggi le TP sono più di trenta di cui almeno dieci correlate ai trasporti.
Ma il CRF non è solo attivo in termini di partecipazione alle Piattaforme: un parte consistente di attività, destinata alla costruzione di consorzi per i progetti del programma quadro, avviene in ambito EUCAR (lo European Council for Research), l’associazione che raggruppa i car manufacturer europei attivi nella ricerca.
Rilevante è infine la presenza del Centro in tavoli istituzionali lanciati su determinate priorità comuni a diversi settori. Tra questi, uno dei più rilevanti, è rappresentato dall’esafety forum coordinato da Ertico (Intelligent Transport Systems and Services in Europe).
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