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BIOMETHAIR: la mobilità passa dagli scarti alimentari

Una Fiat Panda alimentata grazie agli scarti alimentari: il progetto BIOMETHAIR

Una Fiat Panda alimentata grazie agli scarti alimentari: il progetto BIOMETHAIR
13/01/2016

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​Punto di incontro fra 19 partner tra aziende e mondo accademico del territorio piemontese, il progetto Biomethair ha visto la realizzazione di un prototipo di city car capace di bassissime emissioni di CO2, con un impatto ambientale quasi nullo. Attraverso la creazione di una nuova filiera di produzione biologica del combustibile (biometano e bioidrogeno) basata sulla conversione di biomasse di scarto, è stato possibile realizzare un sistema di mobilità con energia a “km zero” e bassissimo impatto ambientale.


La Fiat Panda utilizzata come veicolo di base nel primo asse del progetto monta una versione evoluta e specifica del motore bicilindrico “TwinAir”, ottimizzata per l’alimentazione a metano. Questa integra al suo interno un sistema “mild hybrid”, che consente di ottimizzare la gestione energetica del veicolo al fine di ridurre ulteriormente consumi ed emissioni.

Nel secondo asse del progetto si è pensato a soluzioni innovative per lo stoccaggio del gas compresso, con bombole alleggerite con anima in acciaio alto-resistenziale e avvolte in fibra di carbonio. Queste sono poi state integrate sotto il pianale del veicolo, senza riduzioni della capacità del vano bagagli.
Il terzo asse di sviluppo ha portato alla realizzazione, presso il polo tecnologico di ACEA Pinerolese, di un sistema di produzione per via biologica di metano ed idrogeno, basato su processi di digestione anaerobica delle biomasse di scarto, e successiva purificazione del gas prodotto. Miscelare i due gas ha consentito di ridurre del 32% le emissioni totali di CO2.

La produzione di biometano e biomiscele rappresenta la chiusura importante dell’anello della sostenibilità ambientale ed economica. La soluzione proposta all’interno di uno stesso territorio, oltre a offrire competenze tecnologiche in campo motoristico e veicolare, ha trovato anche la possibilità di autoprodurre il proprio combustibile, pulito e rinnovabile, secondo una filiera interamente a “km zero”. ​

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